VILLA RUSCONI – MEZZOLARA

VILLA RUSCONI – MEZZOLARA

VILLA RUSCONI

MEZZOLARA DI BUDRIO

Via Lumaca 6

 

La rossastra Villa Rusconi, che emerge tra il verde degli alberi e dei prati con la parvenza suggestiva di un castello medievale, è un edificio costruito verso la fine del ’400, anche se l’odierno aspetto è in larga parte dovuto ai forti rimaneggiamenti in stile neomedievale eseguiti nel corso dell’Ottocento. All’inizio del ’700, quando apparteneva ai Magnani, la villa appariva già fastosa, con l’elegante torretta al centro della facciata e l’arioso portico a tre arcate che precede l’ingresso. Nel 1813 la famiglia Rusconi la acquistò dai marchesi Malvezzi e, secondo alcuni autori, verso il 1840 l’edificio venne coronato di merli e arricchito di decorazioni in cotto, che ne alterarono l’aspetto originario. Nei pressi della villa, al margine del bosco, sorge il piccolo oratorio di Santa Ninfa, che un tempo di trovava sull’incrocio tra le strade per San Martino in Argine e per Molinella, in prossimità di una pericolosa ansa dell’Idice che, prima della deviazione del 1816, congiungeva Budrio con Molinella attraversando il paese di Mezzolara. Nell’oratorio, che fungeva da cappella funeraria dei Rusconi, fu sepolto tra gli altri, nel 1850, Giacomo Filippo Rusconi, cofondatore della Cassa di Risparmio in Bologna e direttore delle poste pontificie di Bologna; l’aspetto attuale dell’oratorio risale alla sistemazione fatta eseguire dai Rusconi nel 1839 del preesistente oratorio della Beata Vergine della Rosa (di epoca cinque-seicentesca). A ovest della villa sorge un ampio rustico porticato di color rosso vivo, un tempo adibito a casa del fattore, magazzino, rimessa delle carrozze e stalla per i cavalli, mentre sul lato orientale si trova un edificio di servizio più piccolo. Nascosta nel bosco a nord-est della villa, una collinetta coperta da fitta vegetazione sovrasta il vano seminterrato della ghiaccia, un tempo utilizzato per mantenere al fresco i cibi deperibili.

 

 


IL CONCERTO

Giovedì 4 luglio ore 21:30

LOMII



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